ART is not PERFECTION!


Un viaggio serve a tante cose.

Può servire a rilassarsi, per conoscere qualcosa, per aiutare qualcuno e molto altro.

A me è servito sicuramente per essere consapevole di tante cose. E’ stato utile inconsciamente dal punto di vista professionale, per capire dove mi trovo adesso e se sono sulla strada giusta.

Si sa che nel mio lavoro non si smette mai di imparare e qualsiasi cosa possa arricchire lo zaino dell’esperienza non bisogna mai lasciarlo fuori.

Il viaggio in Toscana mi ha permesso di fare un itinerario versatile.

Una prima parte molto intensa piena di musei e una seconda parte in relax tra i meravigliosi paesaggi toscani.


Ma veniamo al dunque. Cercherò di farvi capire le riflessioni che ho fatto tornato a casa, rapportando ciò che ho visto alla visione di quello che faccio oggi.



Ovunque mi giravo vedevo opere d'arte e strutture meravigliose. Firenze, ma come tutta la Toscana, rappresenta davvero la cultura artistica italiana. Non credevo di poter camminare per così tanto tempo a bocca aperta.


La parte preferita è stata quella dei musei. Non riesco a spiegarvi lo stato d'animo che avevo mentre ammiravo le opere. Sono stato immobile ad osservare tutte le sfumature dei quadri e ogni singolo solco delle sculture. E' stato strano come certi dipinti e sculture sembrassero quasi imbarazzati alla vista di tutti.


Ed è qui che il tempo si ferma.

I ritratti che ho visto erano qualcosa di davvero stupefacente. La cura delle sfumature con l'uso della pittura non sembrava appartenere al nostro mondo, eppure erano di parecchie centinaia di anni fa. Sembravano davvero fotografie ma, quando mi avvicinavo un po' troppo facendo scattare anche l'allarme, mi accorgevo che tutto era vero. Qualcuno aveva diluito dei colori e creato ciò che avevo davanti. La parola che non riuscivo a togliermi dalla testa era "SFUMATURE".


Faccio una piccola premessa: non paragonate mai la visione di un'opera vista in un libro o in un sito web dalla stessa opera vista dal vivo. Non è un'affermazione scontata credetemi, per me non lo era. Sono entrato nei musei conoscendo alcune opere che avrei trovato all'interno, ma non appena mi trovavo davanti tutto si illuminava.


Un altro aspetto, forse il più importante, che mi ha lasciato senza fiato è stata la LUCE.

Il come abbiano DIPINTO LA LUCE mi manda fuori di testa.

Per un fotografo è la cosa principale per una buona esposizione e tutti lo sanno, ma qui mi son trovato a riflettere su chi, in passato, commentava le fotografie in un certo modo. Dico in passato perchè fortunatamente negli anni sono riuscito a far capire la mia visione, ma sono sicuro che per molti è una situazione abbastanza attuale.


La mia visione della luce, sorprendentemente, è molto vicina a quella che forse era la visione della luce degli artisti di tanti e tanti anni fa.

La luce per me (in fotografia) ha uno scopo: evidenziare, mettere in risalto qualcosa di importante, ma senza l'ombra, essa non può svolgere tale compito.


Al giorno d'oggi mi accorgo che, per molti, l'ombra in fotografia è vista come una cosa negativa.

Non penso affatto questo. Paradossalmente, se riuscite a capire il contenuto di una fotografia o la sua atmosfera, è merito della luce e dell'ombra alla pari e nonostante tutto non sia perfetto, è giusto che non lo sia.


Leggete queste affermazioni:

"Ma questa foto è troppo scura!"

"Non si vede la sfumatura del vestito nero all'ombra!"

"Si poteva schiarire un pochino!"

Sicuramente le avrai pensate, dette o sentite dire almeno una volta.





Altro aspetto bellissimo è stato quello di vedere illustrati alcuni momenti storici da altri punti di vista che nessuno mai ha nemmeno immaginato.

Avete mai pensato alla scena di Ponzio Pilato e Gesù vista da dietro?

Ecco come l'hanno rappresentata:


Ecco quindi a cosa mi è servito professionalmente questo viaggio.

Mi ha dato delle conferme ma anche delle ispirazioni per i prossimi servizi. Leggere luci e ombre ancora più intensamente per farne un uso ancora più importante.


Ovviamente non sono mancati momenti di svago e relax persi per posti meravigliosi.